Ritratto di donna.
Il sogno degli anni Venti
e lo sguardo di Ubaldo Oppi

Vicenza, Basilica palladiana, 6 dicembre 2019 - 13 aprile 2020
A cura di Stefania Portinari

La Basilica palladiana

La Basilica palladiana, inserita dal 1994 nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è il simbolo della città di Vicenza.

Cuore pulsante dell’attività politica ed economica vicentina, in epoca medievale il Palazzo della Ragione si presentava come un edificio gotico, caratterizzato da un enorme salone al piano superiore e animato al piano terra da un attivo gruppo di botteghe. In seguito al crollo delle logge quattrocentesche progettate da Tommaso Formenton, nel XVI secolo il Consiglio della città si trovò a discutere sulla ristrutturazione dell’edificio: vennero coinvolti i grandi nomi dell’architettura del tempo, da Giulio Romano a Sebastiano Serlio, da Jacopo Sansovino a Michele Sanmicheli. Nonostante pareri tanto illustri, nel marzo del 1546 il Consiglio approvò il progetto di un architetto locale di appena trentotto anni, allora decisamente poco conosciuto: Andrea Palladio. Egli propose una struttura “elastica”, in grado di tener conto dei necessari allineamenti con le aperture e i varchi del preesistente palazzo quattrocentesco. Il sistema si basava sull’utilizzo della cosiddetta serliana, una struttura composta da un arco a luce costante affiancato da due aperture rettangolari, di larghezza variabile e quindi in grado di assorbire le differenze di ampiezza delle campate.

Per la carriera di Palladio il cantiere delle logge costituì un punto di svolta definitivo. Con questo egli divenne ufficialmente l’architetto della città di Vicenza, autore di una fabbrica grandiosa senza eguali nel Cinquecento veneto. L’opera è talmente rappresentativa del genio dell’architetto, da essere conosciuta come Basilica palladiana, che ancora oggi si presenta come luogo ideale di incontro e cultura, suggestiva sede museale per ospitare mostre ed eventi.