Ritratto di donna.
Il sogno degli anni Venti
e lo sguardo di Ubaldo Oppi

Vicenza, Basilica palladiana, 6 dicembre 2019 - 13 aprile 2020
A cura di Stefania Portinari

Allestimento

L’allestimento, progettato dall’architetto Antonio Ravalli, è concepito per rendere la Basilica Palladiana sempre accessibile, visitabile e fruibile come monumento anche in occasione di esposizioni temporanee. Mantenendo infatti all’ingresso una vera e propria “piazza” libera che consente al visitatore di ammirare la grande sala, esso è composto da quattordici pareti autoportanti alte 3,5 metri, larghe 60 centimetri per contenere i sistemi di condizionamento e ideate come blocchi modulari in metallo nero, attrezzati di meccanismi che permettono facilmente il loro spostamento e collegamento per creare il layout prescelto. La presenza di teche in vetro, appositamente studiate all’interno del percorso, soddisfa le necessità espositive di alcuni oggetti e pezzi speciali.

L’impianto di illuminazione, integrato all’allestimento, si configura come un secondo livello appoggiato alla struttura dei setti espositivi. Il sistema di binari in cui esso si articola è composto da un profilo in alluminio e bronzo munito di una predisposizione inferiore destinata all'alloggiamento del binario elettrificato e si posa sulle pareti garantendone al contempo la stabilità strutturale.

La volta lignea della Basilica risulta visibile grazie a un terzo ordine di luci wallwasher direzionate sulla copertura: questo consente di creare un effetto di sospensione della cupola sull’allestimento interno, amplificando il dialogo tra contenitore e contenuto.

Le pareti dell’allestimento, disposte nel salone per ospitare le opere durante le mostre, sono invece riunite e compattate sino a formare un parallelepipedo di circa 8x8 metri e alto 3,5 metri. In assenza di esposizioni, queste consentono di leggere l'architettura nella sua interezza e la copertura a carena di nave rovesciata della Basilica.

Antonio Ravalli, fondatore dello studio Antonio Ravalli architetti di Ferrara, pone particolare attenzione alla lettura dello spazio contemporaneo che si declina con una conseguente attenta scelta dei materiali ed al loro impiego, sia a livello tradizionale che su un piano di sperimentazione. La ricerca applicata pone grande interesse alla luce, che diventa strumento primo per articolare e differenziare gli spazi architettonici.

Già dai primi anni di attività pone grande attenzione al rapporto tra arte e architettura, alla volontà di far dialogare figure e oggetti con i luoghi che li accolgono. Ravalli consolida questo binomio attraverso più collaborazioni con Palazzo dei Diamanti a Ferrara dove realizza diversi allestimenti museali tra cui “Stati d’animo” e “Boldini e la moda”. L’architetto si è occupato inoltre della progettazione di allestimenti al di fuori della collaborazione con Palazzo Diamanti, tra cui il più recente per la mostra “Leonardo e Vitruvio” a Fano.

È stato titolare della cattedra di progettazione architettonica presso la facoltà di Architettura di Ferrara, dove continua ad affiancare all’impegno professionale quello della ricerca, momento fondamentale di discussione, conoscenza e confronto con altre esperienze.